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mercoledì 25 marzo 2015

La fabbrica incontra gli studenti

La fabbrica incontra gli studenti

di Alberto Cipriani (FIM-CISL)
25 marzo 2015

“Sarebbe bello che voi ragazzi mi deste il cambio nel mio lavoro in fabbrica, magari anche prima di andarmene così si potrebbe fare un passaggio di competenze, sarebbe una cosa bella. Certo con la pensione sempre più lontana non sarà facile in tempi brevi!”.


E’ una delle frasi che Davide, operaio specializzato, ha usato per narrare “le nuove fabbriche” ad un gruppo di oltre 300 giovani degli Istituti tecnici superiori torinesi. L’idea di un turn-over gestito bene, anche attraverso un sano trasferimento di conoscenze e capacità è una bella immagine, si configura come una buona norma in un sistema produttivo dove le capacità manuali e quelle intellettuali risultano sempre più raffinate e ancor più ricercate.
Alexandra, Davide e Antonio, operai di Maserati e Luxottica sono stati i primi protagonisti di un dialogo non usuale tra esperti della fabbrica e ragazzi della generazione futura.

Un incontro tra giovani lavoratori e giovani studenti con un lessico molto simile, ma esperienze quotidiane assai lontane. Sentire dalla voce autentica di chi vive quotidianamente il lavoro in azienda quali sono i cambiamenti in atto è certamente stato per questi studenti un'occasione di incontro propedeutico e utile al percorso di formazione. L'occasione per i lavoratori di cimentarsi con le nuove generazioni è stato motivo di rielaborazione della propria esperienza alla luce di approcci relazionali evidentemente mutati.

Lean organization

I “nuovi” sistemi di organizzazione e produzione snella, in particolare il WCM (World Class Manufacturing) sono stati descritti in modo efficace dal Prof. L.Pero del Politecnico di Milano, che anche attraverso immagini e filmati ha saputo offrire ai ragazzi un’idea puntuale di come sono oggi strutturate le fabbriche.

L’evoluzione tecnologica, ma soprattutto quella organizzativa, presente nelle realtà produttive moderne sono elementi necessari per competere in un sistema globale sempre più complesso che richiede per un verso l’abbattimento di sprechi e perdite, per l’altro l’aumento sostanziale degli standard qualitativi.

L’elemento centrale, che è stato messo in grande rilievo, è comunque la partecipazione strutturata e consapevole delle persone, senza la quale non si possono generare processi davvero virtuosi e di
miglioramento continuo.

Anche la significativa esperienza di un imprenditore, G. Possio, che nella sua azienda sperimenta da anni con successo la lean production è stata apprezzata da molti studenti. L’impegno di imprenditori come Possio che si cimentano seriamente nella ricerca e realizzazione pratica di sistemi innovativi e di coinvolgimento è uno dei tasselli necessari per mantenere competenze ed esperienze sul nostro territorio, e dunque lavoro, anche per questi giovani.


Le Persone e la fabbrica

La ricerca della Fim-Cisl svolta in 31 plant produttivi italiani di FCA e CNHI, che ha coinvolto più di 5000 lavoratori, è stata rappresentata agli studenti, sia in termini di risultati che di suggestioni e indirizzi provenienti dai lavoratori stessi.

Proprio questo nuovo protagonismo delle lavoratrici e dei lavoratori, questa “sapienza operaia” molto ricca ed estesa quanto troppo spesso minimizzata se non addirittura ridicolizzata, è il vero motore in grado di produrre innovazione di processo e prodotto. Il sindacato stesso è così chiamato ad occuparsi in modo nuovo di questi aspetti, cercando di rappresentare meglio questi lavoratori chiamati e spesso desiderosi di partecipare.

I lavoratori intervistati dicono infatti di voler partecipare per migliorare il loro lavoro, le proprie condizioni. Ritengono altresì insufficiente l’attuale sistema di riconoscimento del loro apporto partecipativo e questo deve e può diventare anche per il sindacato uno stimolo a cercare soluzioni migliori delle attuali, attraverso la contrattazione e un dialogo più efficace e continuo con gli operai.

I giovani lavoratori di domani

Diverse le domande e le curiosità espresse da questo nutrito gruppo di futuri diplomati, una sana vivacità che lascia ben sperare. Questo incontro tra lavoro e scuola, questa contaminazione tra mondi ahinoi lontani e spesso non comunicanti, si è rivelata un’occasione di scambio utile e vicendevole.

Gli studenti hanno potuto apprezzare le voci dirette di chi vive la fabbrica quotidianamente e di avere “una lezione” non teorica o canonica sui sistemi lean, ma piuttosto di carattere esperienziale e legata alle complesse dinamiche delle relazioni umane nel contesto lavorativo.

I lavoratori e gli esperti intervenuti hanno, a mio avviso, potuto apprezzare la vivacità intellettuale, la freschezza dell’approccio info-telematico tipico delle nuove generazioni, che molto potrà offrire al mondo del lavoro di domani.

L’autoreferenzialità, ecco la vera malattia da combattere. E’ necessario percepire tutti e ciascuno come risorse preziose che possono contribuire al miglioramento delle condizioni collettive ed individuali, attraverso la reciproca valorizzazione ed una sana relazione, magari anche vivace, ma orientata ad un lavoro cooperativo e non sedizioso.

Questo incontro di “fine inverno” nell’aula magna dell’Itis Avogadro, magistralmente concluso dal Preside T. De Luca, è stata un’ottima occasione per andare in questa auspicata direzione.